facebook Seguici su Facebook:

  • home3
  • home5
  • home6

Siamo una sottosezione del CAI di Verona con ben 58 anni di vita!

Il nostro motto è simboleggiato da tre A:

Altezze - Amicizia - Allegria.

Il nostro scopo è favorire e promuovere la conoscenza e la pratica dell'escursionismo, dell'alpinismo e del turismo, curando anche iniziative di carattere formativo, culturale e ricreativo.

La nuova sede è VIALE PALLADIO 29/A  - 37138 VERONA
(palazzina grigia all'angolo con Via Albere)

sarà attiva da sabato 25 febbraio 2017

Telefono 333 3267351

 

Clicca sull'immagine per vedere il programma! Naviga sul sito per conoscerne i contenuti

 

programmino

Agenda

SUI LUOGHI DELLA GRANDE GUERRA - CIMA GRAPPA

Quest’anno ricorre il centenario degli eventi che, nella Grande Guerra, con la rottura del nostro fronte a Caporetto e il necessario ripiegamento dell’esercito italiano sul Piave, portarono, nel novembre 1917, il Monte Grappa in prima linea a sbarramento del settore montano tra il Brenta e il Piave.
La Famiglia Alpinistica intende rendere omaggio ai soldati del Grappa recandosi nei luoghi che li videro contendere accanitamente ogni palmo di terreno all’irruenza nemica, sino a stroncarne ogni velleità offensiva e travolgerla per sempre nell’offensiva dell’ottobre 1918.
La cima del Monte Grappa è dominata dal Sacrario costruito nel 1935 su progetto dell’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni.
Il Monumento custodisce i resti mortali di 12.615 caduti italiani, di cui 10.332 ignoti, e 10.295 caduti austro-ungarici, di cui 10.000 ignoti.
Con il pullman raggiungiamo il piazzale ai piedi del Sacrario. All’inizio della scalinata che porta alla cima, sulla destra, parte il nostro percorso (m 1.748). Prendiamo il sentiero n° 156, una mulattiera in discesa che passa sotto la cresta del Monte Grappa. Lungo il percorso, soprattutto sopra la Val dei Lebi, possiamo osservare numerose opere di guerra italiane: postazioni in caverna con numerose feritoie panoramiche dominanti le linee austro-ungariche.
Dopo una discesa fino alla località Cason dei Lebi (m 1.485), continuiamo a seguire il sentiero che fa parte dell’Anello Naturalistico del Grappa, e ci inoltriamo in un bel bosco dove una serie di cartelli ci ricordano fatti d’arme e ci descrivono la flora.
Camminiamo fino al Rifugio Bocchette (m 1.322) il punto più basso del nostro percorso e cominciamo a salire. Al Rifugio Forcelletto (1.356 m) sosta per il pranzo al sacco o al ristorante. Dal Rifugio Forcelletto prendiamo il sentiero n° 910 che ci porterà fino alla cresta del Monte Grappa, da dove, costeggiando i resti di trincee italiane, raggiungeremo il Sacrario.

PROGRAMMA

Partenza  ore 7 da Piazzale Romano Guardini, dietro l’ITIS G. Marconi
Dislivello  450 m in salita
Tempi di percorrenza  5 ore, escluse le soste – 14 km circa
Abbigliamento  adatto alla stagione, indispensabili scarponi o pedule – il tempo, sul Grappa, può cambiare rapidamente, meglio essere pronti a ogni evenienza
Pranzo  individuale al sacco, con possibilità di pranzare al Rif. Forcelletto
Quota di partecipazione  20 €

Prenotazioni in sede tel. 333 3267351
per e-mail
informazioni@famigliaalpinistica.it

MONTE PERALBA

Il Monte Peralba è una montagna delle Alpi Carniche alta 2.694 m, la seconda vetta dopo il Monte Coglians. Si trova interamente in Veneto, nell’alta Val Sesis, tra i comuni di Santo Stefano di Cadore e Sappada, nei pressi del Passo dell’Oregone, che segna il confine tra la provincia di Belluno, la provincia di Udine e la parte meridionale della Carinzia (Austria). Alle sue pendici nasce il fiume Piave.
Arrivati a Cima Sappada, un’incantevole borgata di Sappada, ci porteremo con un servizio navetta fino alle sorgenti del Piave e all’omonimo rifugio. Dopo una doverosa visita alle sorgenti, inizieremo la nostra escursione percorrendo un bel sentiero nel bosco sino a incrociare la strada forestale che sale al Rifugio Calvi. Ci troviamo ora sul sentiero n° 132. Dopo un breve tratto della strada forestale, si riprende il sentiero che in breve porta al Rifugio Calvi (2.164 m) dove pernotteremo. Il secondo giorno, seguendo ancora il sentiero n° 132, si prosegue verso il Passo Sesis, da dove si gode un panorama bellissimo sulla Val di Fleons. A questo punto faremo due comitive: la prima salirà sul Peralba percorrendo la Via Ferrata Sartor, la seconda, invece, salirà per la “Via  Papa Giovanni Paolo II“, così intitolata dopo la salita effettuata dal Papa il 20-7-1988.
Riunite le due comitive sulla cima e dopo aver ammirato il grandioso panorama, scenderemo insieme verso il Passo dell’Oregone. Con il sentiero n° 134 (traversata carnica) e poi con il n° 170 completeremo la nostra discesa verso l’idilliaca Val Visdende, dove nei pressi della Costa d’Antola (1.330 m) troveremo il nostro pullman.

PROGRAMMA

Partenza  ore 7 di sabato 1 luglio (località da definire –telefonare il giovedì prima in sede)
Ritorno  serata di domenica 2 luglio
Dislivello in salita  1° giorno 350 m – 2° giorno 550 m
Dislivello in discesa  1° giorno nessun dislivello – 2° giorno 1330 m
Difficoltà  EEA (per la ferrata Sartor) – EE per la Via Papa Giovanni Paolo II
Tempi di percorrenza  1° giorno ore 1.30 -  2° giorno circa 6 ore.
Attrezzatura  da alta montagna – per chi sale dalla Ferrata è obbligatorio set omologato, completo di imbrago e caschetto
Contributo spese  130 € (compreso trasporto in pullman, navetta, pernottamento, cena e prima colazione al Rifugio Calvi)
Posti disponibili  20
Prenotazioni in sede con versamento di una caparra di 50 €

IMPORTANTE Per il pernottamento in rifugio è obbligatorio il sacco lenzuolo (possibilità di acquistarlo anche in rifugio) – necessaria la tessera CAI (altrimenti il rifugio applicherà un costo ulteriore di 10 € per non Soci)

Forra del Lupo - Wolfsschlucht

La Forra del Lupo è un percorso in trincea di straordinario interesse storico e paesaggistico che offre emozionanti vedute sulla valle di Terragnolo, il Passo della Borcola e il massiccio del Pasubio. È uno dei percorsi tematici dedicati alla Grande Guerra, tra i più belli ed emozionanti del Trentino. Ciò che lo rende veramente unico è il tracciato, che porta l’escursionista in una gola, tra alte pareti di roccia, dove le truppe austro-ungariche scavarono trincee e profondi ricoveri. E poi i panorami, bellissimi, sull’alta valle di Terragnolo, sul passo della Borcola e sull’imponente massiccio montuoso del Pasubio.
Dalla sella di Serrada (loc. Cogola), il percorso (SAT137) sale gradualmente il versante destro della valle di Terragnolo e raggiunge Forte Dosso delle Somme. Spettacolari i passaggi tra alte pareti di roccia, in particolare la Forra del Lupo - Wolfsschlucht, così come spettacolari sono i panorami che si aprono sul massiccio montuoso del Pasubio, teatro di aspri combattimenti. Dal Forte Dosso delle Somme scenderemo verso Passo Coe, per salire poi leggermente verso il Rifugio Stella d’Italia; da lì scenderemo con un lungo percorso fino alla Torbiera e al vicino Santuario Madonna delle Grazie (Folgaria), dove ha termine la nostra escursione.


PROGRAMMA

Partenza  ore 7 da Piazzale Romano Guardini - dietro l’ITIS G. Marconi
Dislivello  500 m in salita – 550 m in discesa
Tempi di percorrenza  3 ore e mezza fino a passo Coe più altre 2 ore per scendere a Folgaria
Abbigliamento  da  media montagna – indispensabili buoni scarponi o robuste pedule (nella Forra del Lupo meglio usare un caschetto protettivo)
Difficoltà  escursionistica – un paio di tratti in ripida salita
Pranzo  individuale al sacco
Contributo spese  20 €


Prenotazioni  in sede
per telefono al 333 3267351  
per e-mail
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

VIEL DEL PAN

Perché “Viel del Pan”? Il sentiero che corre lungo tutta la montagna, collegando il Passo Fedaia con il Passo Pordoi, veniva usato dai commercianti di farina del Bellunese per attraversare le valli più rapidamente, senza dover percorrere strade di fondovalle. La farina, usata per fare il pane, era un ottimo prodotto di scambio e veniva barattata nelle valli ladine con oggetti di artigianato. È proprio dalla funzione che aveva originariamente questo itinerario che il percorso e l’omonimo rifugio prendono il nome di “Viel del Pan”.

A dire il vero, il merito della scoperta di questo percorso, uno dei sentieri più facili e spettacolari delle Dolomiti, spetta al medico tedesco Karl Bindel, presidente della sezione “DOAV-CAI” di Bamberga, il quale lo percorse per primo alla fine del XIX secolo e ne curò personalmente la sistemazione. Il sentiero n° 601 è anche noto, infatti, con il nome di “Bindelweg”, ereditato dal proprio scopritore.
Questo percorso non richiede un grandissimo impegno fisico, ma dal punto di vista panoramico è uno dei più spettacolari della zona.
Si parte da Passo Pordoi (2.239 m), ai piedi del gruppo del Sella, sul sentiero n° 601. Mentre passiamo sotto il Sass Beccei, una lapide ci ricorda che la montagna va sempre rispettata. Superato il Rifugio Sass Beccei (2.423 m), si prosegue in leggero saliscendi per il Rifugio Viel del Pan (2.432 m). Il colpo d’occhio sulla Marmolada e i monti circostanti è unico! Proseguiamo per Porta Vescovo (2.478 m), sempre in leggero saliscendi; da qui per il Sentiero Geologico Arabba si continua per il Rifugio Padon (2.407) per scendere finalmente al Lago di Fedaia (2.053 m) dove ci aspetta il nostro
pullman.

PROGRAMMA

Partenza  ore 7 da Piazzale Romano Guardini, dietro l’ITIS G. Marconi
Dislivello  il sentiero si snoda in leggero saliscendi (dai 2.239 m di Passo Pordoi ai 2.478 m di Porta Vescovo fino ai 2.053 m del Lago di Fedaia)
Tempi di percorrenza  5 ore circa, escluse le soste
Abbigliamento  adatto alla stagione, indispensabili scarponi o pedule
Difficoltà  si tratta di una bella passeggiata in quota, non impegnativa e per questo molto frequentata
Pranzo  individuale al sacco
Quota di partecipazione 20 € - per i non soci aggiungere il costo dell’assicurazione (10 €)