Siamo una sottosezione del CAI di Verona con ben 53 anni di vita!
Il motto sono le tre A: significano
Altezze - Amicizia - Allegria.
Il nostro scopo è quello di favorire e promuovere la conoscenza e la pratica dell'escursionismo, dell'alpinismo e del turismo, curando anche altre iniziative di carattere formativo, culturale e ricreativo.
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Parco Nazionale del Gran Paradiso
Il Gran Paradiso è una montagna timida, mostra il suo volto migliore solo quando si sale in quota e ci si avvicina molto; il ghiacciaio della Tribolazione si vede solo alla fine della Valnontey e dai casolari dell’Herbetet, non dalla valle. Evidentemente questa montagna è riservata e si lascia ammirare solo da chi ha coraggio, resistenza, forza d’animo… Ma lascia immagini e ricordi indelebili, meravigliosi, fantastici. E poi non mancheranno gli animali: lo stambecco, il camoscio, la marmotta, l’aquila reale, la volpe… Come nella vita, per arrivare al Paradiso bisogna prima Tribolare!
In prossimità del Passo Durone (1000 m) comincia la nostra facile escursione che all’inizio su mulattiera e poi su carrareccia si inerpica sulle propaggini della Cima Sera in mezzo a un bosco misto.
Dopo circa un’ora la strada diventa pianeggiante e si inoltra in un bosco di conifere raggiungendo Malga Stabio, alpeggio a ridosso di una faggeta e ai piedi della Cima.
Alla malga faremo una piccola sosta per rifornimento di acqua potabile.
Si lascia la malga alle spalle per seguire le tracce di una mulattiera che porta alla sella tra il Monte Sera e il Frisec e poi al valico della Piazzola da dove si gode il panorama sulla Val Marcia.Tra ripide coste prative si raggiungerà infine la cima (1873 m) dove l’occhio spazierà su uno splendido panorama del Trentino sud-occidentale (Adamello, Presanella, Dolomiti di Brenta e Prealpi Trentine.
Questa pista ciclabile che attraversa il confine tra Italia e Austria è una delle più conosciute e frequentate in Italia per la facilità del percorso tutto asfaltato e in discesa.
Punto di partenza della nostra gita è Innichen/San Candido (1180 m sul livello del mare). Dopo aver attraversato il centro storico si imbocca la pista ciclabile che porta a Prato alla Drava, il
paese che segna il confine italo-austriaco, si entra in un boschetto e quando se ne esce si è già in territorio austriaco accanto alla vecchia dogana sulla strada statale.
La pista prosegue sempre in leggera discesa accanto alla Drava che diventa un po’ per volta più larga. Si passa vicino al paese di Sillian e si continua a scendere fino a Lienz (650 m sul livello del mare). In totale sono 44 km per un dislivello in discesa di circa 500 metri.